
Aprire un’attività da zero è un passo significativo che richiede non solo passione e impegno, ma anche una buona dose di preparazione. Scoprire quanto costa aprire un’attività è inoltre, da sempre, la domanda fondamentale di chi desidera entrare nel mondo imprenditoriale e non è milionario o figlio di milionari, giusto?
Attenzione però, avviare una nuova attività può essere un’opportunità eccitante, ma non basta conoscere solo i costi di avvio, ma anche i vari aspetti legali e fiscali coinvolti. Che si tratti di aprire un negozio, un negozio online o un’attività in franchising, esistono numerosi fattori da tenere in considerazione.
In questo articolo cercherò di fornire una guida completa sui costi associati all’apertura di un’attività, i costi fissi e variabili, e ciò che è necessario per aprire un’azienda, per aiutarti a pianificare al meglio il tuo progetto imprenditoriale.
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Quanto costa aprire un’attività oggi?
Aprire un’attività da zero nel 2024 comporta una serie di costi che variano in base a diversi fattori, come il tipo di impresa, la localizzazione e le spese iniziali necessarie. In generale, i costi possono oscillare notevolmente, e per avere un’idea più chiara, ecco alcuni elementi chiave da considerare:
- Capitale iniziale: per avviare una società a responsabilità limitata (SRL), è richiesto un capitale minimo di 10.000 euro, mentre per una società semplice non è previsto alcun capitale minimo, ma i soci hanno responsabilità illimitata.
- Spese amministrative: Queste possono includere le spese per la registrazione dell’impresa, i costi notarili e le pratiche burocratiche, che possono variare a seconda della forma giuridica scelta.
- Infrastrutture e locali: a seconda dell’attività, potrebbe essere necessario affittare un locale o investire in attrezzature. Per esempio, l’apertura di una lavanderia self-service può richiedere un investimento iniziale tra i 10.000 e i 20.000 euro.
- Materie prime e forniture: ogni business avrà spese legate alle forniture necessarie per l’operatività. È importante pianificare un budget per l’acquisto iniziale di queste risorse.
- Marketing e comunicazione: un investimento in strategie di marketing è cruciale per far conoscere la propria attività. Ciò può includere la creazione di un sito web e attività pubblicitarie online o offline.
- Finanziamenti e agevolazioni: per chi ha difficoltà a coprire i costi, esistono vari bandi e finanziamenti, sia pubblici che privati, che possono aiutare a sostenere l’avvio dell’attività.
Più avanti approfondiremo tutto questo ma il prossimo paragrafo è importantissimo, non scrollare avanti prima di averlo letto.
Prima di avviare un’attività: cosa fare
Decidere di avviare un’attività è un passo importante che richiede preparazione e riflessione. Prima di mettere in atto il proprio progetto imprenditoriale, ci sono diverse fasi e attività da considerare:
- Ricerca di mercato: è cruciale condurre una ricerca di mercato approfondita. Questo permette di scoprire il target di riferimento, le esigenze dei clienti e l’analisi della concorrenza. Una comprensione chiara del mercato aiuterà a definire la propria proposta di valore e a posizionare meglio il prodotto o servizio.
- Scelta della tipologia di attività: è fondamentale decidere che tipo di attività si desidera avviare. Le opzioni possono variare da un negozio online a un’attività commerciale fisica, come un bar o un ristorante. La scelta influenzerà non solo i costi iniziali, ma anche la strategia di marketing e le operazioni quotidiane.
- Piano d’impresa (business plan): Questo documento dovrebbe contenere dettagli sui costi di avviamento, le proiezioni finanziarie, le strategie di marketing e una pianificazione operativa. Un business plan ben strutturato non solo guida l’imprenditore, ma può anche risultare fondamentale per ottenere finanziamenti o investimenti.
- Apertura della partita IVA: prima di avviare un’attività, è necessario aprire la partita IVA. Questa registrazione consente di operare legalmente come imprenditore e di gestire la propria attività in conformità con le normative fiscali italiane. La scelta della forma giuridica, che può essere una società a responsabilità limitata (SRL) o una ditta individuale, influenzerà le modalità di apertura della partita IVA e le responsabilità fiscali.
- Consultazione con professionisti: è sempre consigliabile avvalersi di esperti, come commercialisti o consulenti aziendali, che possono offrire supporto nella pianificazione e nelle questioni legali. Un esperto può aiutarti a evitare errori comuni e a ottimizzare le strategie fiscali.
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Costi da affrontare se vuoi aprire un’attività
Quando si decide di aprire un’attività, è fondamentale avere un chiaro quadro dei costi necessari e di quelli che si dovranno sostenere durante le varie fasi dell’avvio. Tra i costi principali, si possono identificare:
- Costi di avviamento: questi comprendono tutte le spese necessarie per lanciare l’attività, come l’acquisto di attrezzature, l’arredamento degli spazi commerciali e le spese di marketing iniziali. Per esempio, per aprire un negozio al dettaglio, i costi di avviamento possono variare da un minimo di 10.000 euro fino a 50.000 euro, a seconda della tipologia di negozio e della localizzazione.
- Costi fissi e variabili: è importante tenere in considerazione i costi fissi, come affitto, bollette e stipendi, che rimangono costanti nel tempo, e i costi variabili, che possono cambiare a seconda delle vendite o delle forniture. Questi costi influenzano direttamente la sostenibilità finanziaria dell’attività e devono essere monitorati con attenzione.
- Licenze e permessi: a seconda dell’attività che si intende avviare, potrebbero essere necessarie licenze specifiche. Ad esempio, per aprire un bar o un ristorante, è obbligatorio ottenere permessi sanitari e di somministrazione, il cui costo può variare in base alla localizzazione e alla tipologia di attività.
- Spese professionali: è consigliabile affidarsi a un commercialista per gestire le questioni fiscali e legali legate all’apertura dell’attività. I costi di un commercialista possono variare, ma è un investimento che può fare la differenza nella corretta gestione dell’attività e nell’ottimizzazione delle tasse.
- Costi di marketing: non bisogna dimenticare l’importanza di un piano di marketing efficace per far conoscere la propria attività. I costi di marketing possono includere campagne pubblicitarie, creazione di un sito web e attività sui social media, elementi essenziali per attrarre clienti.
Essere consapevoli di questi costi e pianificare adeguatamente può facilitare l’apertura di un’attività e contribuire al suo successo. La chiave è prepararsi con un business plan dettagliato che contempli tutte le spese e le entrate previste.
Tipologie di attività da avviare e i costi associati
Quando si decide di avviare una nuova attività, è fondamentale considerare le diverse tipologie di business disponibili e i costi associati a ciascuna.
Ogni settore ha caratteristiche uniche che influenzano non solo l’investimento iniziale, ma anche il potenziale di guadagno e il livello di rischio. Ecco alcune delle opzioni più comuni:
- Attività commerciali tradizionali: aprire un negozio fisico, come un supermercato o un bar, richiede un investimento significativo. I costi possono oscillare da 10.000 euro per un piccolo negozio fino a oltre 100.000 euro per attività più grandi. Questi costi includono l’affitto, la ristrutturazione degli spazi, l’acquisto di merci e le spese per la pubblicità.
- Negozio online (proprietario): se stai pensando di aprire un negozio online *di tua proprietà, non fare l’errore di credere che i costi iniziali siano molto più contenuti di quelli di un business fisico. Forse un tempo era così, ma ho vissuto diversi inizi attività online e posso assicurarti che siamo poco al di sotto dei costi del negozio fisico. Si può partire con un investimento che va dai 1.000 ai 15.000 euro, principalmente per la creazione del sito web (il costo varia di solito a seconda del tipo di sito, quanto è grande e della quantità di prodotti che ci metti dentro). L’acquisto delle prime scorte e le spese di marketing online sono a parte. Per farti un’idea, un mio amico che aveva un negozio di scarpe (economiche) spese circa 5.000 euro per la prima scorta e 20.000 euro circa per un anno di marketing (solo social, Google escluso). Inoltre, è importante tenere in considerazione anche i costi operativi legati alla gestione dell’e-commerce, come le spese di spedizione e il servizio clienti.
- Franchising: un’altra opzione è quella di aprire un negozio in franchising. In questo caso, si entra a far parte di un marchio già affermato, il che può ridurre i rischi. Tuttavia, i costi di avviamento possono essere elevati, spesso superando i 50.000 euro, a causa delle tasse di affiliazione e delle spese per l’allestimento del negozio secondo gli standard del franchisor. Questo modello di business offre anche supporto e formazione, ma è essenziale valutare attentamente i requisiti e le condizioni del contratto.
- Attività a basso costo: se il budget è limitato, ci sono attività che si possono avviare con pochi soldi, come servizi di consulenza, attività freelance o artigianato. Queste opzioni possono richiedere un investimento iniziale ridotto, e i costi fissi sono generalmente più bassi, permettendo di avviare la propria impresa senza un grande capitale. Tuttavia, è necessario essere pronti a investire tempo e impegno per costruire una clientela.
*In questo paragrafo ho trattato un sito “proprietario”, ossia di proprietà dell’imprenditore, collegato a una partita IVA e uno specifico oggetto sociale. Ci sono altri tipi di negozi online “non proprietari”, e sono quelli costruiti su piattaforme di terzi. I siti in cui leggi che “fare e-commerce con il tuo sito costa solo 1000-3000 euro” mentono, o meglio, omettono.
Tempi necessari per avviare un’attività
I tempi per avviare un’attività possono variare notevolmente a seconda del tipo di business, della forma giuridica scelta e delle procedure burocratiche locali. Ecco una panoramica delle fasi principali del processo di avviamento, con indicazioni sui tempi di realizzazione e considerazioni sui ritardi che possono influenzare l’intero percorso.
Fasi del processo di avviamento
- Pianificazione e ricerca: questa fase iniziale è cruciale e può richiedere da alcune settimane a diversi mesi. È fondamentale elaborare un business plan dettagliato, che includa analisi di mercato, strategie di marketing e una previsione dei costi necessari per aprire l’attività.
- Registrazione dell’attività: una volta definito il piano, il passo successivo è la registrazione al registro delle imprese e l’apertura della partita IVA. Questa operazione può richiedere da pochi giorni a un mese, a seconda della complessità della registrazione e della risposta degli uffici competenti.
- Ottenimento delle licenze e permessi: a seconda del settore, potrebbero essere necessari permessi specifici, come autorizzazioni sanitarie o licenze commerciali. I tempi per ottenere questi documenti possono variare significativamente; in alcuni casi, possono richiedere da poche settimane a diversi mesi, a causa delle procedure burocratiche che possono essere lente.
- Preparazione dell’attività: questa fase comprende la ricerca di un locale, l’acquisto di attrezzature e la configurazione della struttura operativa. I tempi per questa fase possono variare notevolmente: un’attività semplice, come un negozio online, può essere operativa in poche settimane, mentre un’attività che richiede un investimento maggiore in locali o attrezzature può richiedere diversi mesi per essere completamente allestita.
- Lancio dell’attività: infine, una volta completate le fasi precedenti, si procede con il lancio ufficiale dell’attività. Un buon lancio ha bisogno di almeno 1 mese di studio e dai 3 ai 6 mesi per la sua realizzazione. Include attività promozionali e campagne di marketing, con l’obiettivo di attrarre clienti e stabilire una reputazione sul mercato.
Considerazioni su eventuali ritardi
Durante il processo di avviamento, possono verificarsi ritardi imprevisti, come problematiche burocratiche, ritardi nelle consegne o difficoltà nel ricevere le licenze necessarie. Questi imprevisti possono influire sui costi e sulla tempistica complessiva, portando a un aumento delle spese operative. Ti consiglio di includere un margine di tempo sufficiente nel business plan per affrontare questi potenziali ritardi e mantenere la flessibilità necessaria per adattarsi alle circostanze.
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